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Accensione riscaldamento 2026

Accensione riscaldamento 2026: quando si possono accendere i termosifoni

Cosa sapere sull’accensione riscaldamento 2026, zona per zona.
Nonostante ci sia ancora un clima piacevole, il calendario parla chiaro e dice che siamo ormai in pieno autunno. All’arrivo di questa stagione, preludio dell’inverno, tutti si domandano quando si può accendere il riscaldamento. In Italia non c’è un data unica valida per l’intero Paese. Il periodo di funzionamento degli impianti termici varia a seconda della zona climatica di appartenenza del Comune, e prevede limiti diversi anche per quanto riguarda il numero di ore giornaliere.
Vediamo quindi cos’è disciplinato a livello nazionale per l’accensione riscaldamento 2026.

Accensione riscaldamento 2026

Accensione riscaldamento 2026: quando si possono accendere i termosifoni

Anche per la stagione 2026-2027, il momento dell’accensione del riscaldamento varia a seconda delle 6 fasce climatiche in cui il territorio nazionale è suddiviso, secondo la classificazione climatica dei comuni italiani introdotta nel 1993 (DPR 412).

Come vengono stabilite le varie zone per l’accensione del riscaldamento

Le 6 zone climatiche, dalla A alla F, sono stabilite tenendo conto delle caratteristiche climatiche delle singole località, sulla base dei gradi-giorno.
La classificazione va sempre verificata a livello comunale.

Accensione riscaldamento 2026: le date per le varie fasce

Zona E

Nella zona climatica E, una delle più estese, gli impianti di riscaldamento possono cominciare ad essere accesi a partire dal 15 ottobre e fino al 15 aprile, per massimo 14 ore al giorno. Nella fascia E rientrano capoluoghi come Milano, Bologna e Torino, oltre a numerosi Comuni del Nord Italia, come Brescia, Bergamo e Verona.

Zona D

Nella zona climatica D, quella in cui rientra anche Roma, la stagione termica ha inizio il 1° novembre e arriva fino al 15 aprile, per 12 ore al giorno massimo di accensione. Oltre alla capitale, la fascia D comprende altre città del centro-sud, come Firenze, Ancona, Perugia, Pisa, Siena, Pescara, Viterbo, Terni, Foggia, Avellino, Matera, Vibo Valentia, Isernia, ed anche Genova, La Spezia e Nuoro.

Zona C

Nella zona climatica C, i termosifoni si possono cominciare ad accendere il 15 novembre e tenerli in funzione fino al 31 marzo, per massimo 10 ore al giorno. La fascia C comprende vari capoluoghi del sud Italia, come Bari, Napoli, Lecce, Palermo e Reggio Calabria, oltre a Benevento, Brindisi, Caserta, Cosenza, Catanzaro, Latina, Ragusa, e città sarde, come Cagliari, Sassari ed Oristano.

Zone A e B

La zona A (Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle) e la zona B (province di Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani) sono considerate particolarmente miti. Per questo motivo, in tali zone, l’accensione viene posticipata al 1° dicembre e gli impianti possono essere mantenuti in funzione fino al 15 marzo, per massimo 6 ore al giorno.
Per la zona B, il periodo di funzionamento previsto va dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di 8 ore al giorno.

Zona F

La zona F, che comprende le aree italiane con le temperature più rigide, non prevede limiti né per quanto riguarda il periodo di accensione né per il numero massimo di ore giornaliere. Rientrano in questa fascia i Comuni alpini a quote superiori i 600 metri, località come Bormio e Cortina d’Ampezzo, e alcuni Comuni delle province di Trento, Cuneo e Belluno.

Accensione riscaldamento 2026: eventuali eccezioni e posticipi

Il calendario ordinario con le date relative alle varie fasce climatiche non è perentorio. Con provvedimenti specifici, il Governo, le Regioni o i singoli Comuni possono introdurre deroghe. Quest’anno, ad esempio, dal momento che le condizioni climatiche sono ancora miti, tanto da consentire di ritardare l’accensione degli impianti, alcune Amministrazioni locali hanno optato per provvedimenti differenti, al fine di evitare consumi energetici superflui. In particolare, il Comune di Monza (in zona E) ha deciso di far slittare l’accensione dei termosifoni di una settimana, posticipando la data dal 15 al 22 ottobre. Bologna, Modena e Reggio Emilia hanno posticipato ufficialmente la data per l’accensione degli impianti al 1° novembre.

Per quante ore al giorno è possibile tenere acceso il riscaldamento?

Oltre alla data di inizio e fine accensione dell’impianto, per ogni zona climatica viene stabilito anche il numero massimo di ore in cui poter tenere acceso il riscaldamento ogni giorno. Il numero di ore non deve per forza essere consecutivo, ma può essere distribuito nei diversi momenti della giornata, a seconda delle esigenze personali. L’importante è che il funzionamento totale non superi il limite previsto e avvenga entro la fascia oraria 5.00 – 23.00.

 

Ecco in sintesi le date e il numero massimo di ore giornaliere per la stagione invernale 2026-2027.

  • Zona A – dal 1° dicembre al 15 marzo, massimo 6 ore al giorno
  • Zona B – dal 1° dicembre al 31 marzo, massimo 8 ore al giorno
  • Zona C – dal 15 novembre al 31 marzo, massimo 10 ore al giorno
  • Zona D – dal 1° novembre al 15 aprile, massimo 12 ore al giorno
  • Zona E – dal 15 ottobre al 15 aprile, massimo 14 ore al giorno
  • Zona F: nessuna limitazione

 

Ti stai chiedendo se conviene di più tenere i termosifoni sempre accesi o solo alcune ore? Abbiamo analizzato la questione in maniera dettagliata ed approfondita in un articolo dedicato. Vai a leggerlo.

Accensione riscaldamento 2026

Quali sono i limiti di temperatura

Le regole riguardano anche la temperatura degli ambienti. In linea generale, per le abitazioni e gli edifici a uso civile, la temperatura di riferimento è 20°C, con una tolleranza di 2°C; mentre per gli immobili destinati ad attività industriali o artigianali, il limite è di 18°C, sempre con una tolleranza di 2°C.
Le temperature indicate sono un compromesso per conciliare comfort abitativo e contenimento di consumi e di emissioni.
Per non avere ovunque la stessa temperatura, ma impostare in ogni stanza la temperatura più adeguata, puoi intervenire su ogni elemento in maniera indipendente grazie alle valvole termostatiche.

Accensione riscaldamento 2026: cambia qualcosa tra riscaldamento autonomo e centralizzato?

Le regole sull’accensione del riscaldamento basate sulle zone climatiche e i relativi periodi di esercizio riguardano tutti gli impianti termici in senso generale, indipendentemente che si tratti di un impianto autonomo o centralizzato. Di fatto, quindi, se nel condominio è onere dell’amministratore programmare l’accensione e lo spegnimento della caldaia secondo i termini previsti dalla legge, nel caso di un’abitazione con impianto autonomo, spetta al singolo proprietario rispettare quanto previsto dal calendario nazionale e da eventuali disposizioni comunali.

È possibile accendere il riscaldamento prima della data prevista dalla legge?

Il calendario nazionale costituisce il riferimento ordinario. Tuttavia, è possibile accendere il riscaldamento prima della data prevista dalla legge in caso di situazioni climatiche che ne giustificano l’esercizio. Nell’ipotesi che si verifichi questa particolare circostanza, la durata giornaliera di accensione non può superare la metà delle ore ordinariamente consentite per la specifica zona climatica.

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Prima di procedere con l’accensione del riscaldamento è importante procedere con gli opportuni controlli, per evitare di trovarsi nel mezzo della stagione fredda con i termosifoni che non funzionano o che si scaldano solo parzialmente. Fra le operazioni preliminari da effettuare, ricorda anche di pulire l’esterno dei termosifoni, rimuovendo la polvere che vi si è depositata sopra durante i mesi di non utilizzo, e di sfiatare i radiatori per rimuovere l’aria intrappolata che non permetterebbe all’acqua di circolare bene.
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